Materiali di riempimento per imballaggio: quale usare?
Il riempimento degli spazi vuoti nella scatola è fondamentale per evitare che il prodotto si muova durante il trasporto. Ecco una guida comparativa.
Carta kraft da riempimento
Economica, riciclabile al 100%, biodegradabile. Si accartoccia per creare cuscini d’aria naturali con dispenser appositi.
- Pro: costo basso, riciclabile, look "naturale" apprezzato dal cliente finale
- Contro: richiede più manodopera, meno efficace per urti forti
- Ideale per: e-commerce, prodotti leggeri-medi, packaging sostenibile
Pluriball (film a bolle d’aria)
Il classico "bubble wrap". Le camere d’aria garantiscono un’ottima ammortizzazione.
- Pro: eccellente protezione, leggero, riutilizzabile
- Contro: ingombrante da stoccare, difficilmente riciclabile nei circuiti normali
- Ideale per: prodotti fragili, elettronica, vetro, ceramica
Chips di polistirolo (EPS)
Efficienti ma sempre più in disuso per motivi ambientali.
- Pro: leggerissimi, ottima protezione multi-direzionale
- Contro: impatto ambientale elevato, esperienza negativa per il cliente finale
- Ideale per: spedizioni industriali dove l’estetica non conta
Chips di amido (biodegradabili)
Alternativa sostenibile ai chips di polistirolo. Si sciolgono in acqua.
- Pro: 100% biodegradabili, si sciolgono nell’acqua del lavandino
- Contro: costo 3-4x rispetto al polistirolo, sensibili all’umidità
- Ideale per: prodotti eco-friendly, food, cosmetica naturale
Schiuma polietilenica e poliuretanica
Fogli, profili, inserti su misura. I sistemi foam in place creano un contenitore perfettamente sagomato attorno al prodotto.
- Pro: protezione massima, aspetto professionale
- Contro: costo elevato, difficilmente riciclabile
- Ideale per: strumenti di precisione, elettronica professionale, gioielli
Questo articolo ti è stato utile?